Quando percorriamo il reparto surgelati alla ricerca di un’alternativa economica per la cena, la platessa in offerta rappresenta spesso una scelta quasi automatica. Pratica, veloce da preparare e apparentemente innocua, questo pesce piatto conquista le nostre tavole con regolarità. Eppure, dietro quella confezione colorata e quel prezzo allettante, si nascondono informazioni che meritano tutta la nostra attenzione, specialmente se in famiglia ci sono persone con sensibilità alimentari particolari.
Quello che il cartellino promozionale non dice
Il meccanismo è ben noto: il supermercato espone i suoi prodotti ittici in promozione, magari con un volantino accattivante che esalta la convenienza dell’acquisto. La nostra attenzione si concentra sul risparmio, sulla grammatura vantaggiosa, sulla praticità del prodotto già pulito e porzionato. Ma quanti di noi si soffermano a leggere con attenzione la zona dell’etichetta dedicata agli allergeni? La risposta, purtroppo, è pochissimi.
Nel caso specifico della platessa surgelata o refrigerata, la questione diventa particolarmente delicata. Questo prodotto, apparentemente semplice, può nascondere la presenza di sostanze che per alcune persone rappresentano un rischio concreto per la salute.
I solfiti: conservanti invisibili nel pesce
Tra gli allergeni meno conosciuti dal grande pubblico ci sono i solfiti, additivi chimici utilizzati come conservanti e antiossidanti. La loro funzione? Mantenere l’aspetto fresco del prodotto ittico, preservandone il colore e rallentandone il deterioramento. Un vantaggio innegabile per la filiera distributiva, ma una potenziale insidia per i consumatori sensibili.
I solfiti possono scatenare reazioni che vanno da sintomi respiratori lievi come tosse o difficoltà respiratorie fino a manifestazioni più serie, particolarmente in soggetti asmatici o con ipersensibilità documentata. I solfiti possono causare reazioni avverse, inclusi sintomi respiratori, in individui sensibili, specialmente asmatici. Il problema risiede nel fatto che la loro presenza non sempre viene comunicata con la dovuta evidenza sulle confezioni in promozione, dove l’enfasi grafica si concentra sul prezzo anziché sulle informazioni di sicurezza alimentare.
Come riconoscere i solfiti in etichetta
Sulla lista ingredienti, i solfiti possono comparire sotto diverse denominazioni che vale la pena memorizzare: anidride solforosa (E220), bisolfito di sodio (E222), metabisolfito di sodio (E223) e metabisolfito di potassio (E224). La normativa europea impone di dichiarare questi additivi quando superano i 10 mg/kg o 10 mg/l, ma la dimensione ridotta dei caratteri e la posizione poco visibile di queste informazioni rendono la verifica tutt’altro che immediata.
Contaminazioni crociate: il rischio nascosto dei crostacei
Esiste poi un’altra questione, forse ancora più insidiosa: le tracce di crostacei derivanti dai processi di lavorazione industriale. La platessa viene spesso lavorata negli stessi stabilimenti, sulle stesse linee produttive e con gli stessi macchinari utilizzati per gamberi, scampi e altri prodotti del mare potenzialmente allergenici.

Anche quando la pulizia degli impianti segue protocolli rigorosi, microparticelle di proteine allergizzanti possono permanere e contaminare prodotti teoricamente sicuri. Per chi soffre di allergia ai crostacei, una condizione che riguarda circa l’1-2% della popolazione generale e fino al 2,5% dei bambini, la contaminazione crociata può innescare anafilassi.
L’etichettatura precauzionale e i suoi limiti
Alcune aziende inseriscono la dicitura “può contenere tracce di crostacei” o formule simili, ma questa indicazione precauzionale non è sempre obbligatoria per legge e viene lasciata alla discrezionalità del produttore. Risultato? Un panorama frammentato in cui alcuni prodotti riportano l’avvertenza e altri no, creando confusione e rischi per i consumatori.
Le offerte promozionali amplificano il problema
Quando un prodotto viene posto in promozione, l’attenzione del consumatore si focalizza inevitabilmente sull’aspetto economico. I cartellini colorati, le indicazioni del risparmio percentuale, i messaggi promozionali catturano lo sguardo molto più efficacemente delle informazioni tecniche riportate sul retro della confezione.
Questa dinamica psicologica, perfettamente nota alle strategie di marketing, diventa problematica quando parliamo di sicurezza alimentare. Il prezzo conveniente non dovrebbe mai distogliere dalla verifica degli ingredienti e degli allergeni, eppure accade sistematicamente nei carrelli di milioni di consumatori.
Cosa verificare prima dell’acquisto
Proteggere la propria salute e quella dei familiari richiede un approccio più consapevole agli acquisti, specialmente quando si tratta di prodotti ittici in promozione:
- Leggere l’intera lista ingredienti, non solo la denominazione del prodotto
- Cercare attivamente la sezione dedicata agli allergeni, solitamente evidenziata in grassetto
- Verificare la presenza di diciture precauzionali sulle possibili contaminazioni
- Controllare i codici E dei conservanti utilizzati
Quando il risparmio diventa un costo
Acquistare platessa in offerta senza verificare adeguatamente la composizione del prodotto può trasformare un risparmio economico in un costo ben più elevato in termini di salute. Le reazioni allergiche non vanno sottovalutate: possono compromettere il benessere di chi ne soffre e generare spese mediche evitabili.
La responsabilità non ricade esclusivamente sulle aziende produttrici o sulla grande distribuzione. Ogni consumatore deve sviluppare quella sensibilità critica che trasforma l’atto dell’acquisto in una scelta informata e consapevole. La fretta, l’attrazione per le offerte e la fiducia cieca nelle apparenze rappresentano i principali ostacoli a questa consapevolezza.
La platessa rimane un alimento valido e nutriente, ma merita di essere scelta con cognizione di causa, verificando sempre che la convenienza economica non nasconda rischi per la salute propria o dei propri cari. Le etichette esistono per essere lette, non solo per adempiere a obblighi normativi: trasformiamole in strumenti di tutela reale, non in semplici decorazioni delle confezioni.
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