In sintesi
- 🎬 A Testa Alta – Il Coraggio di una Donna
- 📺 Canale 5, ore 21:00
- 📝 Una fiction italiana con Sabrina Ferilli che affronta i temi attuali di revenge porn, bullismo digitale e scandali sociali, seguendo la storia di una preside travolta da un abuso e dalla gogna pubblica, con un cast corale e una narrazione intensa e realistica.
Sabrina Ferilli, Canale 5, A Testa Alta – Il Coraggio di una Donna. Tre entità fortissime, che stasera – mercoledì 7 gennaio 2026 – tornano a dominare il prime time con una prima TV che suona come una dichiarazione d’intenti: melodramma, giallo sociale e una protagonista che non accetta di abbassare lo sguardo di fronte allo scandalo. È la scelta più interessante della serata, soprattutto per chi ama le fiction italiane con una marcia in più, capaci di parlare del presente senza perdere la tensione narrativa.
A Testa Alta: perché la prima puntata merita la visione
La nuova serie diretta da Giacomo Martelli porta in scena una Sabrina Ferilli in una delle sue interpretazioni più potenti degli ultimi anni. Virginia Terzi, preside stimata di un liceo affacciato su un lago dal fascino quasi cinematografico, è un personaggio scritto con grande cura: forte, autorevole, affettuosa eppure vulnerabile nel momento in cui un video intimo diffuso senza consenso la travolge in pieno.
Il tema è delicatissimo: revenge porn, gogna social, bullismo digitale. Il racconto non edulcora nulla e mette Virginia al centro di una spirale drammatica che coinvolge la famiglia, gli studenti, la sorella poliziotta Cecilia e un intero borgo improvvisamente affamato di scandali. È la classica dinamica da provincia italiana in cui la reputazione vale quasi quanto la verità, e qui la serie colpisce nel segno. Martelli sceglie una regia asciutta, a tratti quasi documentaristica, che amplifica la crudeltà del giudizio pubblico.
A livello nerd, è interessante osservare come il progetto “A Testa Alta”, nato per combattere proprio gli abusi digitali, diventi lo specchio ironico e tragico del destino della protagonista. Una sorta di paradosso narrativo che ricorda certe dinamiche delle serie europee dei primi anni Duemila, con il paesaggio lacustre usato come metafora di un mondo che sembra immobile mentre sotto la superficie tutto ribolle.
Un cast costruito per funzionare: Ferilli guida ma non è sola
Il cast è uno dei punti forti della produzione. Intorno alla Ferilli si muovono facce note e giovani emergenti, un equilibrio che Mediaset sta usando sempre più spesso con buoni risultati. Gioia Spaziani porta sfumature interessanti alla sorella-poliziotta, mentre Fabrizio Ferracane tratteggia un marito ambiguo e incapace di sostenere la moglie nel momento più difficile. Raniero Monaco di Lapio interpreta l’amante-professore, figura chiave dell’intero scandalo, mentre Francesco Petit e Lucia Balordi incarnano il filone teen, decisamente più intenso del previsto, che affianca alla trama principale un’indagine sulle dinamiche tossiche degli adolescenti.
La scrittura di Mizio Curcio, Andrea Nobile, Paolo Marchesini e Nicoletta Senzacqua intreccia più livelli, senza perdere mai il centro emotivo della storia: una donna travolta da un abuso che tenta di difendere la propria dignità mentre tutto ciò che la circonda – scuola, famiglia, comunità – sembra crollare.
Per orientarsi nella densità della puntata, queste sono le linee narrative principali che si intrecciano stasera:
- il video virale che mette Virginia alla berlina e spacca la famiglia
- la storia tra Rocco e Nina, minacciata dalla violenza psicologica di Alex e dal potere del padre sindaco
Interessante il modo in cui la serie lavora sulla responsabilità maschile e sul potere sociale: Luigi colpevolizza la moglie, il sindaco protegge il figlio abusante, il costruttore Bodoni gioca sporco. C’è un disegno ben preciso, quasi da thriller civile, che vuole raccontare non solo lo scandalo ma anche i meccanismi che lo rendono possibile.
La sfida Mediaset vs Rai e il ritorno della fiction “di denuncia”
Non è un caso che questa serie arrivi proprio ora. Il 2026 televisivo si apre con la sfida a distanza tra due “presidi” interpretate da due dive amatissime: Sabrina Ferilli su Canale 5 e Luisa Ranieri su Rai1. Un confronto che gli appassionati stanno già vivendo come il nuovo “derby delle regine della fiction italiana”.
Se Ranieri punta su un registro più istituzionale, Ferilli torna al melodramma sociale, quello che negli anni le ha regalato alcuni dei suoi personaggi più iconici. Il ruolo di Virginia sembra cucito per lei: una donna ferita ma combattiva, pronta a proteggere gli studenti anche quando lei stessa è sotto attacco. È qui che la serie trova la sua forza culturale: nel mostrare una comunità che giudica prima di capire, e nel proporre un volto femminile non idealizzato ma profondamente umano.
A livello tematico la serie si inserisce nel filone sempre più centrale della fiction italiana che indaga i lati oscuri della rete – dal cyberbullismo alla violenza digitale – con un taglio realistico e privo di paternalismi. È un segno dei tempi, e “A Testa Alta” sembra voler diventare uno dei titoli di riferimento del genere.
Stasera, insomma, la proposta di Canale 5 non è solo una fiction ma un racconto che dialoga con il presente e con un dibattito sociale apertissimo. E lo fa con un cast solido, una regia consapevole e una protagonista che, ancora una volta, porta sulle spalle l’intera scena con carisma e ferite ben esposte.
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