Passata di pomodoro al supermercato: quello che non ti dicono sull’etichetta può danneggiare la tua salute

Quando apriamo una confezione di conserva di pomodoro per preparare un sugo, difficilmente ci soffermiamo a leggere nel dettaglio l’etichetta nutrizionale. Eppure, proprio in quel riquadro si nasconde una delle strategie più sottili utilizzate nel settore alimentare: l’indicazione di porzioni che rendono il prodotto apparentemente più salutare di quanto non sia nella realtà d’uso quotidiano. Il Regolamento europeo 1169/2011 impone di riportare i valori nutrizionali per 100 grammi, ma questa modalità può creare confusione quando utilizziamo quantità molto diverse in cucina.

I valori nutrizionali per 100 grammi: tra normativa e uso reale

Quasi tutte le conserve di pomodoro riportano i valori nutrizionali calcolati su 100 grammi di prodotto. Questa non è una scelta arbitraria dell’industria alimentare, ma una precisa prescrizione normativa europea per rendere più semplice il confronto tra prodotti diversi. Il problema emerge quando si considera l’utilizzo effettivo in cucina.

Per preparare un sugo base per quattro persone, raramente utilizziamo solo 100 grammi di passata. Nella pratica domestica comune, si impiega spesso un intero brick o barattolo, che contiene tipicamente tra i 400 e i 500 grammi di prodotto. Questa discrepanza tra porzione dichiarata e uso reale crea quella che gli esperti di marketing alimentare definiscono una “sottostima percettiva” del contenuto effettivamente ingerito.

I valori di sale, zuccheri e altri ingredienti vanno quindi moltiplicati per quattro o cinque rispetto a quanto indicato per 100 grammi, se si consuma l’intera confezione in una sola preparazione. Facciamo un esempio concreto: una passata che dichiara 0,5 grammi di sale per 100 grammi sembra contenere una quantità modesta di sodio. Ma se quella confezione contiene 500 grammi e la utilizziamo completamente, stiamo introducendo nel nostro sugo 2,5 grammi di sale, senza contare quello che aggiungeremo durante la cottura.

Quanto sale consumiamo davvero con una confezione di passata

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda per gli adulti un’assunzione inferiore a 5 grammi di sale al giorno, circa 2 grammi di sodio, per ridurre la pressione arteriosa e il rischio cardiovascolare. Utilizzando un’intera confezione di passata, copriamo già metà del limite giornaliero raccomandato, prima ancora di considerare il sale presente negli altri alimenti del pasto.

Lo stesso ragionamento vale per gli zuccheri. Alcune conserve contengono zuccheri aggiunti per bilanciare l’acidità naturale del pomodoro. L’OMS suggerisce di ridurre gli zuccheri aggiunti a meno del 10% dell’apporto energetico totale, con ulteriori benefici scendendo sotto il 5%. Un valore apparentemente contenuto per 100 grammi si moltiplica significativamente nell’utilizzo reale di un’intera confezione.

Ricerche sul comportamento del consumatore mostrano che molte persone si limitano a leggere alcuni numeri in evidenza, come calorie o sale per 100 grammi, senza tener conto delle quantità effettivamente consumate. Questo porta sistematicamente a sottostimare l’apporto reale di energia e nutrienti. Quando confrontiamo due prodotti leggendo rapidamente le etichette, tendiamo a soffermarci sui numeri stampati in grassetto, ma se il nostro utilizzo reale è completamente differente dalla porzione indicata, il confronto rischia di essere poco rappresentativo dell’uso effettivo.

La variabilità delle porzioni dichiarate

Alcune conserve, accanto ai valori per 100 grammi, riportano anche quelli per “porzione”. Ma quale porzione? Alcuni produttori indicano 125 grammi come porzione di riferimento per la passata, presumendo che serva per condire un piatto di pasta singolo, mentre altri possono riportare porzioni diverse. Questa variabilità, pur legittima, rende il confronto tra prodotti meno intuitivo per il consumatore medio.

Il Regolamento CE 1924/2006 stabilisce che diciture come “a ridotto contenuto di sale” possono essere utilizzate solo se vengono rispettati precisi limiti di sodio per 100 grammi, ma ciò non tiene automaticamente conto delle grandi porzioni consumate nella realtà. Chi soffre di ipertensione o segue diete iposodiche dovrebbe prestare particolare attenzione, calcolando l’apporto effettivo sulla base della quantità realmente utilizzata.

Come leggere correttamente le etichette delle conserve

Per valutare correttamente l’apporto nutrizionale delle conserve di pomodoro, è fondamentale fare un semplice calcolo matematico. Prima di acquistare, verificate il peso netto totale della confezione e moltiplicate i valori nutrizionali per il fattore corrispondente. Se la confezione è da 500 grammi, moltiplicate per cinque i valori riferiti a 100 grammi per stimare ciò che introdurrete utilizzando l’intero contenuto.

Un secondo aspetto cruciale riguarda la lista degli ingredienti. Per legge, gli ingredienti devono essere elencati in ordine decrescente di peso. Alcuni prodotti contengono solo pomodoro e sale, altri aggiungono zucchero, correttori di acidità come l’acido citrico, aromi vari. Il pomodoro maturo contiene naturalmente zuccheri, in media circa 2,5-3,5 grammi per 100 grammi di pomodoro fresco, anche se il valore varia con la varietà e il grado di maturazione.

Dal punto di vista tecnologico, l’aggiunta di zucchero nella conserva non è strettamente necessaria per avere un gusto equilibrato, ma viene spesso usata per modulare il profilo sensoriale secondo le preferenze del mercato. Il sodio nascosto nelle conserve non è l’unico responsabile dell’apporto nella dieta: il sodio è presente naturalmente in molti alimenti ed è contenuto anche in altri ingredienti del pasto come pasta, formaggi, condimenti e pane.

I benefici nutrizionali del pomodoro che non vanno dimenticati

Acquisire consapevolezza su questi meccanismi non significa demonizzare le conserve di pomodoro, prodotti pratici, sicuri e spesso di ottima qualità. Il pomodoro e i suoi derivati sono una fonte importante di licopene e altri composti bioattivi. Studi osservazionali e interventistici hanno associato un più alto consumo di prodotti a base di pomodoro ricchi di licopene a un minor rischio di alcune patologie cardiovascolari.

Le linee guida della European Society of Cardiology e della European Society of Hypertension raccomandano una riduzione dell’apporto di sale come misura non farmacologica fondamentale nella gestione dell’ipertensione. Una riduzione globale dell’assunzione di sodio è considerata una delle misure più efficaci per ridurre l’ipertensione e il rischio di malattie cardiovascolari.

L’obiettivo è sviluppare uno sguardo critico e informato, che permetta di fare scelte alimentari realmente consapevoli. Leggere l’etichetta richiede più di una rapida occhiata ai valori nutrizionali: serve controllare il peso totale, verificare la lista ingredienti, fare qualche calcolo mentale sulla quantità che si userà davvero. Studi sull’alfabetizzazione nutrizionale mostrano che questo tipo di attenzione è associato a scelte alimentari più in linea con le raccomandazioni dietetiche.

Investire questi pochi secondi aggiuntivi durante la spesa può fare una differenza significativa sulla qualità della nostra alimentazione nel lungo periodo. Le aziende alimentari operano nel rispetto della normativa vigente, ma questo non significa che le informazioni siano sempre presentate nella forma più immediata per il consumatore medio. Spetta a noi colmare questo divario, trasformando i dati disponibili in informazioni realmente utili per le nostre scelte quotidiane, anche quando usiamo un semplice barattolo di passata di pomodoro.

Quando usi la passata moltiplichi i valori per la quantità reale?
Mai ci penso ora shock
Sempre faccio i calcoli
A volte se ricordo
Leggo solo i 100 grammi
Non leggo mai etichette

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